Consiglio provinciale aperto a Saluzzo: biogas e viabilità al centro del confronto

Energia rinnovabile da sviluppare in modo equilibrato e condiviso. Un tavolo di lavoro dedicato alla viabilità del Saluzzese

L'inizio del Consiglio provinciale aperto di Saluzzo

L’inizio del Consiglio provinciale aperto di Saluzzo

Saluzzo – Il tema dello sviluppo delle energie rinnovabili e quello della viabilità del Saluzzese sono stati al centro del Consiglio provinciale aperto che si è tenuto lunedì 4 maggio all’Antico Palazzo Comunale, con una partecipazione ampia di amministratori, tecnici, rappresentanti delle associazioni di categoria e cittadini.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Provincia, Luca Robaldo, che ha richiamato il ruolo dell’Ente nel coordinamento di area vasta e le modalità di svolgimento della seduta formale del Consiglio provinciale, ricordando come in passato siano già stati affrontati, in analoghi momenti di confronto pubblico, i temi del fotovoltaico e delle aree interne.

Il primo punto all’ordine del giorno, che ha occupato gran parte della seduta, è stato dedicato alla mozione relativa allo sviluppo delle filiere del biogas e del biometano nel territorio della provincia. Dopo la lettura del testo, la parola è passata ai tecnici. I geologi Alessandro Canavero e Marcello Bonini, della struttura regionale “1000 esperti” per il Pnrr, insieme all’ingegnere ambientale Massimiliano Marabotto, dirigente del settore Tutela del territorio della Provincia di Cuneo, hanno illustrato l’iter autorizzativo che, a seconda delle dimensioni dell’impianto, coinvolge Regione, Provincia e Comuni, soffermandosi sugli effetti positivi e sulle possibili criticità degli impianti di biogas e biometano sul territorio.

Sono quindi intervenuti i rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo agricolo: Francesco Goffredo per Coldiretti, Roberto Abellonio per Confagricoltura e Silvio Chionetti per la Cia: tutti hanno espresso una posizione favorevole alle energie rinnovabili e allo sviluppo delle filiere del biogas e del biometano, sottolineando però la necessità che tali impianti siano strettamente inseriti nel contesto delle aziende agricole locali, in una logica di economia circolare e di filiera corta.

Nel dibattito sono intervenuti anche Francesca Neberti, vicesindaco del Comune di Saluzzo, Bruno Franco, presidente del Comitato spontaneo per il no al biodigestore di Ruata Eandi, Niccolò Valenzano, capogruppo, e Andrea Vassallo per la maggioranza consiliare di Saluzzo, e Giovanni Damiano per la minoranza. A chiudere il confronto sono stati il consigliere regionale Mauro Calderoni e il sindaco di Saluzzo, Franco Demaria. Pur nelle diverse sensibilità, dagli interventi è emersa una posizione condivisa: sostegno alle risorse rinnovabili, purché lo sviluppo sia coerente con le caratteristiche dei territori e non imposto dall’esterno per finalità esclusivamente speculative.

Prima dell’approvazione della mozione sono intervenuti anche i consiglieri provinciali Davide Sannazzaro, per il gruppo La Nostra Provincia, e Vincenzo Pellegrino, per Patto Civico per la Granda, che ha proposto un emendamento al deliberato, accolto dall’assemblea. Il documento è stato quindi approvato all’unanimità. La mozione approvata richiama la necessità di un maggiore equilibrio nella produzione di energia da fonti rinnovabili a livello regionale. La provincia di Cuneo, che già oggi contribuisce per quasi un terzo alla produzione complessiva di energia rinnovabile del Piemonte, chiede che lo sviluppo futuro tenga conto delle pressioni già presenti sui territori più esposti. In particolare, il Consiglio provinciale sollecita la Regione Piemonte a inserire nel disegno di legge in discussione presso il Consiglio regionale dei criteri specifici per il biogas e il biometano, introducendo meccanismi di salvaguardia per le aree già “virtuose”, al fine di evitare fenomeni di saturazione e favorire una perequazione territoriale nella localizzazione dei nuovi impianti. La mozione propone inoltre l’introduzione di criteri localizzativi fondati sulla disponibilità locale delle biomasse, sulla promozione della filiera corta e sulla valutazione degli effetti cumulativi degli impianti esistenti, evitando il ricorso strutturale al trasporto extra‑territoriale delle matrici.

La seconda parte del consiglio provinciale aperto è stata dedicata alla viabilità del Saluzzese. Il presidente Robaldo ha illustrato il quadro generale della rete stradale del reparto, alla presenza dell’ingegnere Simone Nicola, dirigente provinciale, ricordando come, a fronte delle criticità esistenti, il territorio abbia beneficiato di stanziamenti straordinari pari a 500 mila euro nel 2025 e a 200 mila euro nel 2026.

Entrando nel dettaglio, sono stati richiamati i temi delle circonvallazioni di Manta, Verzuolo e Costigliole Saluzzo, le difficoltà legate al ponte sul Po di Cardè, per il quale si rende necessario un adeguamento conseguente all’ampliamento della fascia di rispetto richiesta dall’Autorità di bacino e dal magistrato del Po, e l’ipotesi progettuale dell’autostrada Pedemontana, con il prolungamento della Torino‑Pinerolo fino a Cuneo. È stata infine dichiarata la disponibilità della Provincia ad attivare un tavolo di lavoro specifico dedicato alla viabilità del Saluzzese.

Nel dibattito, Giovanni Damiano ha chiesto chiarimenti sulla viabilità di accesso al nuovo ospedale; la Provincia ha ricordato la richiesta di riprendere il cosiddetto “Piano dei nodi”, elaborato quando la strada 662 era di competenza provinciale, per migliorare l’afflusso e rendere più fluida la circolazione sull’attuale statale. Il consigliere provinciale Dovetta ha infine sottolineato la necessità di un piano unitario per le varianti agli abitati di Manta, Verzuolo e Costigliole Saluzzo, così da creare un tracciato omogeneo e facilitare anche i collegamenti da e verso la valle Varaita.

Ufficio Comunicazione della Provincia di Cuneo

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