La Provincia presente a San Benigno all’81° anniversario dell’Eccidio della Candelora

Ribadita l’importanza di trasmettere la memoria alle nuove generazioni, affinché comprendano che libertà, pace e democrazia sono beni fragili, da difendere ogni giorno.

Le autorità presenti alla commemorazione dell'eccidio della Candelora

Le autorità presenti alla commemorazione dell’eccidio della Candelora

Cuneo – Si è svolta lunedì 2 febbraio, nella frazione di San Benigno a Cuneo, la commemorazione dell’81° anniversario dell’Eccidio della Candelora, in cui tredici giovani innocenti persero la vita per mano della violenza nazifascista.

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre alla consigliere parovinciale delegata, i rappresentanti del Comune di Cuneo e dei Comuni limitrofi, le organizzazioni partigiane e i bambini della scuola primaria, a testimonianza di una memoria condivisa e trasmessa alle nuove generazioni.

La mattinata si è aperta con la Santa Messa in suffragio presso la Parrocchia di San Benigno, seguita da una sosta alla lapide che ricorda l’Eccidio e dalla deposizione di un omaggio floreale al monumento ai Caduti.

L’Eccidio avvenne il 2 febbraio 1945, giorno della Candelora: per rappresaglia a fatti accaduti nel Comune di Tarantasca, le milizie fasciste irruppero nella chiesa di San Benigno durante la funzione religiosa, prelevarono tredici civili innocenti e li fucilarono sulla piazza antistante.

Nel suo intervento, la consigliera provinciale intervenuta ha richiamato il valore profondo della memoria, ricordando come l’eccidio rappresenti una ferita ancora aperta nella storia della comunità e del Paese. Ha sottolineato che, anche quando le parole sembrano insufficienti, è dovere delle istituzioni pronunciarle, perché il ricordo non è solo un gesto di pietà verso le vittime, ma un impegno civile, morale e democratico. La violenza che si abbatté su San Benigno, ha evidenziato la consigliera, mostra fino a che punto può arrivare l’odio quando vengono meno il rispetto della dignità umana, il senso di giustizia e la convivenza civile. Per questo la memoria non deve ridursi a un rituale, ma restare coscienza viva, da custodire e trasmettere alle nuove generazioni, affinché comprendano che libertà, pace e democrazia sono beni fragili, da difendere ogni giorno.

N.B. Il presente comunicato è mancante dei nomi e dei virgolettati degli esponenti politici secondo quanto disposto dall’art.9 c.1 della legge 22 febbraio 2000 n. 28 in tema di par condicio nei periodi pre-elettorali.

Ufficio Comunicazione della Provincia di Cuneo

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