Da domenica 26 febbraio è aperta la stagione di pesca

Occorre la licenza di pesca, confermate le disposizioni dell’anno scorso

Immagine di repertorio
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Cuneo Si è aperta domenica 26 febbraio 2017 la stagione di pesca e la Provincia ricorda che l’attività ittica nelle acque interne della Granda è regolamentata dalla licenza di pesca. Ne sono previsti due tipi: licenza di tipo “A” a scopo professionale per chi esercita la “pesca di mestiere” che consente la pesca nelle acque del Piemonte classificate “principali” mediante attrezzi di grande cattura; licenza di tipo “B” a scopo dilettantistico per il pescatore non professionista che utilizza la canna. Per i residenti nella regione Piemonte costituiscono licenza di pesca le ricevute dei versamenti della tassa e soprattassa su cui sono riportati i dati  anagrafici del pescatore (cognome e nome, codice fiscale e residenza). La licenza vale 1 anno dalla data dei versamenti e deve essere accompagnata da un documento di identità valido. La licenza di tipo “D” vale per la pesca dilettantistica da parte di stranieri per la pesca con la canna ed ha validità tre mesi. I versamenti della licenza di pesca vanno intestati alla Regione.

Sono esonerati dal pagamento delle tasse e soprattasse i cittadini italiani minori di anni 14 ed i soggetti disabili di cui alla legge 104 del 1992 che possono esercitare la pesca con un documento che attesti il diritto all’esenzione ed un documento di identità valido. La legge regionale prevede anche il permesso giornaliero di pesca rilasciato dalla Provincia e valido nei corsi d’acqua liberi pesca, enti vari, negozi di articoli sportivi o altri esercizi commerciali.

Rispetto all’anno scorso non ci sono particolari novità. Sono confermate le disposizioni di legge che riguardano gli attrezzi e i sistemi di pesca, la quantità e le misure del pesce pescato, i periodi di divieto e le zone “no kill”, dove cioè il pesce pescato viene poi rilasciato. Le  zone “no kill” sono così dislocate: lungo il fiume Bormida a Saliceto, nel tratto a monte compreso tra Località Pian Rocchetta e località Sattamini; torrente Grana, nel concentrico del comune di Monterosso Grana; fiume Stura a Cuneo nel tratto compreso tra la pedancola “Vassallo”  ed il ponte Vecchio di Cuneo (area del Parco Fluviale Gesso Stura); torrente Varaita nel comune di Sampeyre dal ponte della strada provinciale 8 in frazione Rore al ponte di Frassino; fiume Tanaro a Garessio, dalla confluenza del torrente Piangranone a valle fino al confine comunale con Priola.

Per la salvaguardia della fauna ittica durante le fasi di riproduzione per le varie specie ittiche sono previsti sul territorio della provincia di Cuneo periodi di divieto di pesca a singole specie in relazione, ad esempio, alla tutela del periodo di riproduzione dei salmonidi o di altre specie (agone, alborella, barbo, barbo canino, bondella, carpa, cavedano, coregone, luccio, pesce persico reale, savetta, tinca , trote e salmerini). Vi sono infine specie che non sono pescabili in tutte le acque regionali: la lampreda padana, lo storione comune e cobice, il cobite mascherato ed il gambero di fiume autoctono. Confermato infine il divieto di pesca al temolo su tutto il territorio provinciale sino al 31 dicembre 2018, così come è sempre vietata la pesca all’anguilla su tutto il territorio regionale sino all’approvazione di un piano di gestione complessivo.

Altre informazioni sulla classificazione delle acque provinciali, le zone di ripopolamento ittico, gli attrezzi di pesca consentiti, i bacini di pesca privati e i laghetti di pesca sportiva sono disponibili sul sito internet della Provincia di Cuneo www.provincia.cuneo.it/tutela-flora-fauna-caccia-pesca/pesca oppure contattando l’Ufficio Caccia, Pesca, Parchi e Foreste della Provincia, corso Nizza 21 a Cuneo (telefono 0171-445365/445302 nei giorni di lunedì-martedì-venerdì (orario 9-12)  e giovedì (14,30-16,30).