Trasporti: Cuneo non può essere di serie B, mentre Torino resta in serie A

 Provincia e Comuni di Cuneo, Alba, Bra, Saluzzo, Savigliano, Mondovì e Fossano scrivono alla Regione: “La Granda rimane a piedi, mentre alcuni centri piemontesi hanno corse cadenzate ogni 15 minuti”

Cuneo Gli amministratori provinciali e comunali della Granda scrivono alla Regione in merito ai previsti tagli al trasporto su gomma. Del tema si occupa una lettera sottoscritta da Provincia e Comuni di Cuneo, Alba, Bra, Saluzzo, Savigliano, Mondovì e Fossano, indirizzata al goverantore regionale Roberto Cota ed agli assessori Barbara Bonino e Gilberto Pichetto Fratin.

“Dobbiamo forse pensare – si legge nel documento, firmato, tra gli altri, dal presidente Gianna Gancia e dall’assessore provinciale ai Trasporti Roberto Russo – che esistano cittadini piemontesi di prima categoria e cittadini di ultima categoria? Che abitare in una provincia o in un’altra possa fare ingiustificatamente la differenza per la quantità di servizi di trasporto offerti?”. Sotto accusa il torinocentrismo, quale impostazione purtroppo ascrivibile alle precedenti amministrazioni regionali e dimostrato dai numeri di un servizio che presenta sproporzioni definite “inaccettabili”.

Tra gli esempi maggiormente significativi, accessibili tramite consultazione della rete internet, la linea Sestriere-Perosa-Pinerolo-Torino con un servizio di autobus di oltre 190 corse giornaliere, praticamente una ogni 13 minuti, cui si affianca il trasporto ferroviario cadenzato ogni mezz’ora. Analoga situazione per la Bobbio-Torre Pellice-Pinerolo-Torino che conta circa 100 autobus al giorno, uno ogni mezz’ora. Questo quando in Provincia di Cuneo la frequnza media è di una corsa ogni 3 ore.

“Non si comprende – spiegano nella lettera gli amministratori cuneesi – come venga permesso ad alcuni comuni che non contano più di 1000/2000 abitanti il mantenimento di corse cadenzate anche di notte, quando altri centri della Granda della stessa dimensione sono ormai da tempo totalmente privi del servizio”.

Sindaci ed assessori rappresentano, senza distinzione di colore politico, la “forte apprensione per la preoccupante situazione dei trasporti nell’intero territorio cuneese”. Un panorama che contempla l’avvenuta dismissione delle 5 linee ferroviarie cuneesi con un innegabile risparmio per la Regione, a fronte di una mancata salvaguardia dei servizi su gomma.

“La previsione delle nuove razionalizzazioni dei servizi di trasporto nel 2014 è disastrosa. Ribadiamo convintamente – doncludono gli amminsitratori – che non abbiamo più servizi da tagliare, pena il danneggiamento dei territori, con l’eliminazione delle linee interne che collegano paesi. Per la Provincia ciò significa cancellare i sabati scolastici e chiedere un ulteriore sacrificio agli utenti che si muovono per lavoro; per le altre conurbazioni il taglio previsto arriva fino al 50% dei servizi e per alcuni Comuni coincide con il totale isolamento, senza garanzia di copertura del pubblico servizio. Non è quindi accettabile, alla luce delle evidenti sperequazioni di distribuzione delle risorse che ci sono a livello regionale, che, mentre alcuni comuni cuneesi rimangono a piedi, altre realtà possano usufruire di una corsa cadenzata ogni quarto d’ora anche di notte”.

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